Categoria: Rassegna di giurisprudenza

Colpa medica, inapplicabile la causa di non punibilità di cui all’art 590 sexies, comma 2, c.p. se la condotta è imprudente o negligente

Materiale in preparazione del quinto incontro del ciclo “Diritto e Sanità” – 11 luglio 2019 – Università Statale di Milano

Con la sentenza in oggetto la Corte di Cassazione si pronuncia su uno dei temi più rilevanti e complessi ai fini della causa di non punibilità prevista dalla legge Gelli-Bianco: la distinzione tra condotte imperite, negligenti ed imprudenti. I Giudici di Legittimità ascrivono all’imprudenza le condotte connotate da avventatezza ed imprecisione nell’utilizzo di dispositivi chirurgici, alla negligenza l’inosservanza di regole cautelari e all’imperizia la mancata osservanza delle leges artis “per inidoneo tecnicismo chirurgico”. Nel caso di specie, la Quarta Sezione della Cassazione ritiene che l’uso maldestro dell’elettrobisturi non integra esclusivamente una forma di colpa per lieve imperizia, dovendosi affermare la penale responsabilità dell’imputato anche in ordine alla imprudenza e negligenza poiché il medico non ha considerato le conseguenze conosciute o conoscibili dell’intervento chirurgico, non rispettando alcuna prescrizione contenuta nelle linee guida; per questo motivo non è applicabile la causa di esclusione della punibilità ex art 590 sexies, comma 2, c.p.

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Legge Gelli-Bianco, una prima applicazione della causa di non punibilità ex art. 590 sexies, comma 2, c.p.

Materiale in preparazione del quinto incontro del ciclo “Diritto e Sanità” – 11 luglio 2019 – Università Statale di Milano

Contributo del Dott. Francesco Giuseppe Vivone, Centro Studi Borgogna

Con la pubblicazione della sentenza in allegato forniamo un primo contributo all’incontro conclusivo del ciclo “Diritto e Sanità” che si terrà giovedì 11 luglio presso l’Università Statale di Milano. La pronuncia ha particolare rilievo in quanto è tra le prime ad applicare la causa di non punibilità prevista dall’art. 590 sexies, comma 2, c.p. Con la sentenza in oggetto, il Tribunale di Parma ha assolto un medico di pronto soccorso imputato di lesioni personali gravissime per non aver diagnosticato tempestivamente un ictus che causò disabilità gravi e permanenti alla paziente. […]

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«La responsabilità medica: excursus giurisprudenziale e il sistema introdotto dalla legge Gelli-Bianco»

Quinto incontro del ciclo “Diritto e Sanità” – 11 luglio 2019 – Università Statale di Milano

In vista dell’incontro conclusivo del ciclo “Diritto e Sanità”, incentrato sulla responsabilità dell’esercente la professione sanitaria, pubblicheremo le sentenze di maggiore interesse sul tema dell’accertamento della colpa medica, con particolare riferimento all’applicazione della c.d. legge Gelli-Bianco. La materia della responsabilità colposa dell’esercente la professione sanitaria è indubbiamente tra le più complesse della scienza penalistica, che da sempre impegna dottrina e giurisprudenza nel tentativo di delineare una strada che possa garantire piena tutela tanto ai medici quanto ai pazienti, nel difficile ma doveroso bilanciamento tra diritto alla salute e garanzia di poter svolgere serenamente un lavoro di grande complessità tecnica. Anche a seguito dell’intervento legislativo, nel 2017 con la Legge Gelli-Bianco – che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto fornire maggiori garanzie e tutele alla classe medica, anche al fine di ridurre il crescente fenomeno della “medicina difensiva” – può dirsi che, ancora tutt’oggi, manchi un quadro organico della disciplina, residuando ancora molte e diverse incertezze interpretative sia nella dottrina che nella giurisprudenza. Nonostante la Suprema Corte sia intervenuta più volte, anche a Sezioni Unite, non si può infatti non riscontrare una preoccupante carenza in termini di certezza e prevedibilità delle decisioni, con evidente vulnus del principio di legalità. In particolare, occorre capire se, visto il continuo evolversi dell’interpretazione giurisprudenziale, un esercente la professione sanitaria sia oggi in grado di porre in essere condotte professionali prevedendone le conseguenze giudiziarie in caso di esito infausto ed entro quali limiti sia riconosciuta la causa di non punibilità prevista dall’art 590 sexies, c. 2 c.p.
Se questo è il variegato e – sia concesso – “confuso” scenario, l’incontro dell’11 luglio si appresta ad essere l’occasione per tirare le fila e riflettere sullo stato dell’arte in tema di colpa medica, senza trascurare, come da nostra abitudine, le prospettive de jure condendo, grazie all’autorevole e quantomai prezioso contributo del Consigliere di Cassazione, Dott. Travaglino e dell’ Avvocatessa della Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, Avv. Spreafico.

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