Categoria: Rassegna di giurisprudenza

Formazione 231 e Focus Whistleblowing

Una ricostruzione chiara e completa della disciplina ex D.Lgs. 231/01, con un focus dedicato alle recenti novità in materia di whistleblowing e alle loro modalità di attuazione. Ideale punto di riferimento per le attività aziendali di formazione sulla responsabilità da reato degli Enti.

Avv. Fabrizio Ventimiglia

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Cass. Pen. Sez. IV, sent. 16 maggio 2019 n. 20833

Sicurezza sul lavoro – Responsabilità datore
Non vi è penale responsabilità per lesioni o omicidio colposo in violazione dell’art. 71 D.lgs. 81/2008, che fa obbligo al datore di lavoro di verificare la sicurezza delle macchine e di rimuoverne ogni fonte di pericolo per i lavoratori addetti al loro utilizzo, se non è dimostrata con certezza la consapevolezza del datore di lavoro circa l’utilizzo improprio da parte dei lavoratori dei macchinari.
A parere della Corte, in alcuni casi la certezza della conoscenza di prassi incaute messe in atto dai lavoratori può essere inferita sul piano logico (ad esempio quando la rimozione delle protezioni è finalizzata ad una politica aziendale di aumento della produttività) ma quando non esistono elementi per dedurre la conoscenza o la conoscibilità delle suddette prassi, è necessaria l’assunzione di elementi certi ed oggettivi.
Diversamente ragionando, si porrebbe in capo al datore di lavoro una responsabilità penale “di posizione” che andrebbe a non tener conto della concreta prevedibilità dell’evento, accertamento imprescindibile nell’ambito dei reati colposi, con un inaccettabile sconfinamento in una forma di responsabilità oggettiva.

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Cass. Pen., Sez. 5, sent. 14 maggio 2019 n. 20532

BANCAROTTA – PLURALITÀ DI FATTI L’aggravante speciale prevista dall’art 219, c. 2 l.f. costituisce una deroga in favor rei alla disciplina del concorso di reati, del cumulo delle pene e della continuazione costituendo una disciplina più favorevole di quella che deriverebbe dalla determinazione della pena seguendo le regole generali in tema di pluralità di reati. Con la sentenza in oggetto la Suprema Corte sottolinea che – stante la determinazione di pena meno gravosa rispetto alla continuazione- per l’applicazione della aggravante della pluralità di fatti di bancarotta non è necessaria la formale contestazione dell’art. 219, c.2, essendo sufficiente quella dei plurimi fatti di bancarotta. A parere dei Giudici, non sussiste altresì interesse ad impugnare da parte del ricorrente nel caso in cui il giudice di appello applichi la circostanza aggravante in riforma della statuizione di primo grado che abbia applicato la disciplina della continuazione.

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