«La responsabilità medica: excursus giurisprudenziale e il sistema introdotto dalla legge Gelli-Bianco»

Quinto incontro del ciclo “Diritto e Sanità” – 11 luglio 2019 – Università Statale di Milano

In vista dell’incontro conclusivo del ciclo “Diritto e Sanità”, incentrato sulla responsabilità dell’esercente la professione sanitaria, pubblicheremo le sentenze di maggiore interesse sul tema dell’accertamento della colpa medica, con particolare riferimento all’applicazione della c.d. legge Gelli-Bianco. La materia della responsabilità colposa dell’esercente la professione sanitaria è indubbiamente tra le più complesse della scienza penalistica, che da sempre impegna dottrina e giurisprudenza nel tentativo di delineare una strada che possa garantire piena tutela tanto ai medici quanto ai pazienti, nel difficile ma doveroso bilanciamento tra diritto alla salute e garanzia di poter svolgere serenamente un lavoro di grande complessità tecnica. Anche a seguito dell’intervento legislativo, nel 2017 con la Legge Gelli-Bianco – che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto fornire maggiori garanzie e tutele alla classe medica, anche al fine di ridurre il crescente fenomeno della “medicina difensiva” – può dirsi che, ancora tutt’oggi, manchi un quadro organico della disciplina, residuando ancora molte e diverse incertezze interpretative sia nella dottrina che nella giurisprudenza. Nonostante la Suprema Corte sia intervenuta più volte, anche a Sezioni Unite, non si può infatti non riscontrare una preoccupante carenza in termini di certezza e prevedibilità delle decisioni, con evidente vulnus del principio di legalità. In particolare, occorre capire se, visto il continuo evolversi dell’interpretazione giurisprudenziale, un esercente la professione sanitaria sia oggi in grado di porre in essere condotte professionali prevedendone le conseguenze giudiziarie in caso di esito infausto ed entro quali limiti sia riconosciuta la causa di non punibilità prevista dall’art 590 sexies, c. 2 c.p.
Se questo è il variegato e – sia concesso – “confuso” scenario, l’incontro dell’11 luglio si appresta ad essere l’occasione per tirare le fila e riflettere sullo stato dell’arte in tema di colpa medica, senza trascurare, come da nostra abitudine, le prospettive de jure condendo, grazie all’autorevole e quantomai prezioso contributo del Consigliere di Cassazione, Dott. Travaglino e dell’ Avvocatessa della Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, Avv. Spreafico.

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